Ufficio Palio, la mozione fatta ad hoc per il dopo Fratiglioni

In gergo cestistico lo potremmo chiamare “tagliafuori”. Peccato però che in questo caso non si parli di sport ma di amministrazione in una città dove la gestione della “cosa comune” si interseca fortemente con la gestione paliesca. E se al Palio bisogna pensare, la mozione presentata dai consiglieri comunali Simone Lorenzetti, Mauro Marzucchi e Alessandro Piccini, assomiglia più di ogni altra cosa alla disarcionata del Columbu.

La notizia, data in anteprima da Radio Siena-Siena Tv, e poi ripresa da Sunto.biz, è di quelle che lascerà un bello strascico di polemiche.

Intanto i tre consiglieri sono riusciti in una di quelle cose che raramente riescono al Comune di Siena: mettere d’accordo maggioranza (Lorenzetti) e minoranza (Marzucchi e Piccini). La mozione, presentata con richiesta di procedura l’urgenza, è generica ma sicuramente prende spunto dal pensionamento di Susanna Fratiglioni, dirigente che fino ad 31 dicembre è responsabile dell’ufficio Palio. E già da mesi si parla di chi potrebbe essere il suo successore.

Con una mozione largamente argomentata, i tre consiglieri chiedono che sindaco e giunta si impegnino a far sì che “qualsiasi dipendente del comune di Siena di ogni ruolo e grado che negli ultimi sei anni abbia assunto cariche primarie all’interno di una delle contrade della città, nei sei anni successivi alla cessazione del suo mandato non possa svolgere attività lavorativa in qualunque funzione legata all’ufficio Palio del Comune di Siena”.

Ma cosa c’è sotto a questa richiesta che, se vista dall’esterno, potrebbe sembrare così tanto dettata dal buonsenso da essere ovvia?

Nella lista dei papabili a fare la passerella sul tufo e salire sul palco dei giudici al fianco del sindaco c’è Senio Corsi, dipendente comunale che fino ad un anno fa è stato priore della Chiocciola. “Questa nomina non s’ha da fa’” avranno subito pensato, come i bravi a Don Abbondio, i contradaioli della rivale. E non solo.

Così, prendendo come spunto “la Carta di Avviso Pubblico firmata per adesione volontaria dai Consiglieri Comunali, dal Sindaco e dalla Giunta del Comune di Siena (ma non dai dipendenti!!!), la quale indica concretamente i comportamenti che un buon amministratore debba assumere per contrastare conflitti di interessi, clientelismo, pressioni indebite e quant’altro possa pregiudicare la trasparenza dovuta nelle azioni svolte durante il proprio mandato amministrativo”, i tre firmatari della mozione hanno messo in atto il tagliafuori nei confronti del Corsi che sembrava godere dei favori del sindaco.

Ma nella mozione si fanno due riferimenti precisi.

Il primo è quello che riguarda i sei anni di assenza di incarichi “perchè coincidenti a circa due mandati palieschi” ha spiegato Alessandro Piccini ai microfoni di Radio Siena-Siena Tv, ma l’argomentazione risulta abbastanza oscura.

Il secondo riferimento è la dizione di “cariche primarie“. Cosa si indichi con questo termine risulta molto vago. Un mangino è meno primario rispetto a priore e capitano? E i vicari, che sono collaboratori stretti del priore, devono essere considerati primari o secondari? Perchè allora, da ora in poi, i dipendenti comunali dovranno stare bene attenti ad accettare qualsiasi incarico contradaiolo se aspirano ad un ruolo, anche non dirigenziale, nell’ufficio Palio.

Intanto questa mozione toglierebbe ogni possibilità di rientrare a breve nell’ufficio Palio anche a Gianluca Pocci, attuale mangino della Tartuca, che invece, vista la sua esperienza passata, sarebbe potuto risultare molto utile alla gestione comunale della Festa. Lascerebbe invece aperte le possibilità a Guido Collodel, che è stato mangino del Drago ma ormai ha superato il periodo di stop obbligato.

Sembra comunque che nessuno dei due sia tra gli accreditati a ricoprire il ruolo lasciato libero da Susanna Fratiglioni.

Restano comunque aperti molti interrogativi. Intanto quanto sia opportuno che a ricoprire un ruolo che richiede una conoscenza minuziosa dei meccanismi del Palio sia un soggetto che con il Palio non ha avuto mai nulla a che fare. E poi quanto ciò sia legale, cioè quanto possa essere considerato discriminatorio dalla legge italiana (alla quale del Palio non importa proprio nulla) negare un avanzamento di carriera su queste basi.

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