Goliardi, sciaborditi che amano la città più di tanti leoni da tastiera

Ma quanto saranno incivili quei ragazzacci che per quattro (dico 4) giorni su 365 scorrazzano per la città a bordo di auto orrendamente modificate, indossano lunghi mantelli e cappelli piumati, si lasciano andare a luculliane libagioni e ad ancor più abbondanti bevute e casomai organizzano anche una divertente e pacifica guerra a suon di cuscini che richiama in Piazza del Campo qualche centinaia di giovani. Davvero insopportabili nella loro gioia di vivere.

Certo se poi la Piazza del Campo si trasforma nottetempo in una innevata pista di sci, cosa di meglio che puntare il dito contro questi sciaborditi. Naturalmente, come è buona prassi nell’apatica città di Siena, lo sport di giudicare senza sapere è quello che va per la maggiore.

Non importa se gli incivili goliardi, nonostante qualche bicchiere di troppo nello stomaco, si sono dati da fare per pulire e raccogliere tutto in enormi sacchi. Non importa sapere che gli studenti si erano offerti di portare loro, con le scassate auto dotate di permesso, i rifiuti in un luogo idoneo. Non importa informarsi sull’assicurazione data da operai dell’azienda di raccolta rifiuti cittadina di provvedere loro a portare via quel materiale raccolto nel centro della Piazza. Non importa accertarsi del motivo per il quale il camion, dopo un primo carico, è scomparso. No, tutto questo non ha importanza. Gli incivili sono loro.

Non quelle simpatiche mammine che hanno permesso ad un gruppo di pargoli scatenati di rompere i sacchi ordinatamente radunati e spargerne ovunque il contenuto. Non c’erano i fanatici dello scatto con smartphone a immortalare i pupi e le loro maleducate madri.

E subito tutti i leoni da tastiera pronti a crocifiggere goliardi e feriae matricularum. Dimenticando che, mentre i leoni da tastiera tacevano, questi sciaborditi con mantello e piume, nel maggio 2012 furono i primi a metterci la faccia e denunciare, mascherata da satira, la distruzione di una città che sarebbe emersa, tale e quale, appena qualche mese dopo. Quando nel 2012 andò in scena l’operetta “La fine del mondo” con la predizione Maya e il tormentone Rasta Maya, furono loro, i goliardi, i primi a parlare apertamente dei disastri, quando tutti (blogger esclusi) stavano zitti.

Ed anche quest’anno, più che stigmatizzare qualche ora di piazza piumata, sarebbe stato opportuno fare qualche riflessione in più su un’operetta (Eppur si muove) che sarà pure goliardica, ma che ha dato spunti che di goliardico hanno ben poco.

goliardi

6 pensieri su “Goliardi, sciaborditi che amano la città più di tanti leoni da tastiera

  1. Fransto

    i goliardi sono scomodi, che il camion sia stato fatto sparire dopo il primo giro apposta…?
    temo l’ inizio della normalizzazione dell’ ultimo presidio di Libertà Senese.

    "Mi piace"

  2. Pingback: Editoriale de Il Santo con Rassegna Stampa – La mentalità aggrovigliata è dura a morire… Il PD e le TERME… Zero in condotta… | IL SANTO NOTIZIE DI SIENA

  3. Francesco leonini

    Goliardia: un barlume di creativita’ in una citta’ morta. Imparate invece di criticare, che un patrimonio di secoli di storia non lo hanno distrutto certo i goliardi senesi, esempio di “cultura e intelligenza, gusto della beffa e del saper vivere” tra tutte le goliardie europee.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.