David: io qualcosa andai a dire, ma nessuno verbalizzò

La morte di David Rossi non mi ha mai convinto, e non ne ho fatto mistero fin dal primo momento. Non ho comunque basi solide per sposare l’una o l’altra versione, ma di certo ho molte perplessità su come furono condotte le indagini. Presumibilmente perché si partì subito da una certezza: David si era suicidato. Si procedette cercando di avallare questa tesi invece che prenderne in considerazione una alternativa.

E di questo io ne ho le prove.

Il pomeriggio del 6 marzo 2013, intorno alle 15,30-16, ero in Vallerozzi. Pioveva e stavo chiacchierando con un’amica quando incrociai David. Aveva il cappuccio in testa e le mani in tasca e scendeva Vallerozzi con passo spedito. Ci salutammo con un ciao.

Restai a parlare per diversi minuti e in quel tempo notai uno strano atteggiamento di David, che andò più volte su e giù tra Vallerozzi e Pian d’Ovile, a passo veloce, come cercando qualcosa o qualcuno, e che ad un certo punto mi ripassò vicino quasi correndo, sbattendomi addosso mentre, con il cappuccio sempre in testa, sembrava parlasse da solo. Lui che era sempre così compassato…

Poche ore dopo ero in via dei Rossi, fuori da quel vicolo, come tantissime altre persone. E David era pochi metri più in là, a terra, senza vita.

Gli strani movimenti mi tornarono subito in mente, e pensando che sicuramente, in una indagine accurata, qualsiasi elemento potesse essere utile, da brava cittadina “non omertosa” un paio di giorni dopo mi presentai in questura per raccontare quel piccolo particolare. Poteva non essere nulla, ma chissà…

Fui fatta accomodare nella stanza di un funzionario al quale raccontai quello strano incontro con David e la sensazione che in quel momento avevo avuto, sforzandomi di ricordare ogni piccolo particolare. D’altronde gli investigatori è quello che di solito chiedono, mi pare….

Dieci minuti di mia chiacchierata fu conclusa con poche parole del funzionario: sicuramente David era fuori di testa, sicuramente David stava parlando da solo, perchè – mi fu detto – lui non usava mai auricolare visto che nelle perquisizioni non ne era stato trovato neppure uno.

Neppure una parola venne verbalizzata, e con una stretta di mano si concluse la mia collaborazione.

Mesi dopo, parlando con Antonella, abbiamo ricostruito lo strano comportamento di David in quel pomeriggio, ed abbiamo supposto con chi stesse parlando al telefono. Con l’auricolare, perchè David usava sempre l’auricolare.

Non penso quindi di essermi trovata testimone risolutiva del caso ed il mio apporto all’indagine sarebbe stato praticamente nullo. Ma in quel momento, a poca distanza dall’apertura dell’indagine, sarebbe stato DOVERE verbalizzare quello che io, comune cittadino, ero andata spontaneamente a riportare. E’ la procedura e non fu fatto.

E così mi è logico pensare che, se non fu fatto con me che mi ero presentata spontaneamente, forse non fu fatto con molti altri che potevano essere cercati e che forse avrebbero avuto da dire anche cose davvero importanti.

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