L’ordinanza salva commercio del Comune di Firenze: perchè non a Siena?

In questi giorni sono tornate di attualità le polemiche sul commercio nel centro storico di Siena.

Si attende l’ufficialità, ma esistono precisi segnali sulla chiusura di ben quattro importati negozi tra via Banchi di Sopra e via di Città, così come l’apertura di una attività cinese in un fondo sul Corso, vuoto da tempo. Dopo l’apertura del mega store all’interno della Galleria Metropolitan, l’avvento di un simile negozio fa temere che il “salotto buono” di Siena perda definitivamente la sua identità.

Ma di fatto nulla vieta questa apertura. A Siena infatti non esiste un regolamento come quello deliberato dal consiglio comunale di Firenze nel maggio del 2020, che ha dato precise disposizioni sui negozi che possono aprire nelle strade più esclusive.

Trascrivo l’articolo 8 della deliberazione numero 10 del 4 maggio 2020 del consiglio comunale di Firenze.

Ognuno poi tragga le proprie conclusioni e ragioni sul fatto se anche Siena potrebbe (o addirittura dovrebbe) dotarsi di un regolamento simile.

𝐀𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨 𝟖 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨 𝟏𝟎 𝐝𝐞𝐥 𝟒 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟎: “1. Nelle Vie dei Tornabuoni, Maggio, Lungarno Corsini, dei Fossi e nelle Piazze di Santa Trìnita, degli Antinori, dei Frescobaldi, nei locali direttamente prospicienti sulla pubblica via, sono ammesse solo le seguenti attività:

a. commercio al dettaglio del settore di alta moda, prêt-à-porter e abbigliamento firmati;

b. librerie;

c. gallerie d’arte e antiquari;

d. arredamento e design;

e. banche e assicurazioni;

f. commercio di oggetti preziosi;

g. commercio di orologi;

h. commercio di oggetti d’arte, cose antiche o articoli di antiquariato, articoli di numismatica e filatelia;

i. artigianato tradizionale e artistico come definito dalla L.R. n. 53/2008 purché compatibile con il contesto in base alle normative tecniche vigenti;

j. commercio al dettaglio di fiori e piante.

Sul Ponte Vecchio è vietata l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, ed è ammesso solo il commercio dei generi di:

a. oggetti preziosi;

b. orologi;

c. oggetti d’arte, cose antiche o articoli di antiquariato, articoli di numismatica e filatelia.

2. Nelle vie e piazze di cui ai precedenti commi 1 e 2 è vietato anche il trasferimento delle attività ivi esistenti diverse rispetto a quelle ammesse ai medesimi commi.

3. Nelle vie e piazze di cui ai precedenti commi 1 e 2, in caso di cessazione di una attività esistente diversa da quelle ammesse ai medesimi commi, negli stessi locali è consentito l’insediamento solo di una delle attività sopra elencate.

4. E’ altresì vietato il trasferimento delle attività esistenti, elencate all’articolo 4, ubicate all’interno del Centro Storico Patrimonio Mondiale UNESCO nei locali che abbiano, in una delle seguenti Piazze, l’ingresso principale o anche una sola vetrina o altro sporto commerciale:

a. Piazza San Giovanni

b. Piazza Duomo

c. Piazza della Repubblica

d. Piazza Santa Croce

e. Piazza della Signoria

f. Piazza San Firenze

g. Piazza S. Maria Novella

h. Piazza Pitti

i. Piazza Santo Spirito

j. Piazza del Carmine

k. Piazza SS. Annunziata

5. In Via dei Neri è vietato il trasferimento delle attività esistenti di cui all’art. 2, comma 1, lettere a), b) e c), ubicate all’interno del Centro Storico Patrimonio Mondiale UNESCO. E’ ammesso il semplice spostamento di attività già esistenti

in Via dei Neri verso altri fondi della medesima via. Per i fondi rimasti sfitti vale il divieto di cui al primo periodo”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.