I commercianti di Siena rifiutano le brutte piantine natalizie offerte dal Comune

Questa mattina le tristissime piantine sono state rimosse da Banchi di Sopra. E’ vero, erano brutte, e su questo credo che nessuno possa affermare il contrario, ma erano state distribuite ai commercianti che dovrebbero avere nelle loro prerogative la capacità di sfruttare al meglio ogni occasione. Sarebbe stato sufficiente metterle, legate con tanto di nastro adesivo, in un vaso più grande, o in una cassetta di frutta spruzzata d’oro, prendere qualche stecco natalizio più alto e montarci su due nastri e qualche fiocco. Insomma, dar sfogo ad un minimo di creatività a costo veramente ridotto.

Invece no, i commercianti hanno inscenato una specie di sciopero bianco e le hanno lasciate come un sacco di immondizia in attesa della raccolta porta a porta. Erano brutte ma è mancata la volontà di renderle migliori. Mi si obietta che nella via principale le grandi catene sono disinteressate agli addobbi natalizi: ma nei negozi ci lavorano commesse senesi che un po’ di amor proprio e per la propria città potevano averla. Due addobbi avanzati a casa e un po’ di fantasia avrebbero potuto trovarli.

Il problema è che in questa città si pensa che certe cose debbano essere fatte e pagate dagli altri. Il bello e gratis. E se non è gratis allora non si fa nulla.

Guardate via Cecco Angiolieri: addobbata dai commercianti è subito sembrata una strada diversa. Ma lì c’è Mara Boscarini che negli anni è sempre stata l’anima di queste cose, prima in via Montanini e adesso in Cecco Angiolieri. E le vetrine di Luisa Franceschini (Filippo Franceschini) sono state sempre meravigliose e a sue spese, mentre la maggior parte delle altre si limitano ad una stella di Natale.

Allora dico, portandomi addosso tutte le invettive del mondo: cari commercianti vi lamentate perchè facciamo gli acquisti su Amazon. Se a voi non interessa investire per richiamare clienti, dando la sua parte anche all’occhio e allo spirito natalizio, perchè noi dovremmo spendere di più per venire nei vostri negozi?

L’ordinanza salva commercio del Comune di Firenze: perchè non a Siena?

In questi giorni sono tornate di attualità le polemiche sul commercio nel centro storico di Siena.

Si attende l’ufficialità, ma esistono precisi segnali sulla chiusura di ben quattro importati negozi tra via Banchi di Sopra e via di Città, così come l’apertura di una attività cinese in un fondo sul Corso, vuoto da tempo. Dopo l’apertura del mega store all’interno della Galleria Metropolitan, l’avvento di un simile negozio fa temere che il “salotto buono” di Siena perda definitivamente la sua identità.

Ma di fatto nulla vieta questa apertura. A Siena infatti non esiste un regolamento come quello deliberato dal consiglio comunale di Firenze nel maggio del 2020, che ha dato precise disposizioni sui negozi che possono aprire nelle strade più esclusive.

Trascrivo l’articolo 8 della deliberazione numero 10 del 4 maggio 2020 del consiglio comunale di Firenze.

Ognuno poi tragga le proprie conclusioni e ragioni sul fatto se anche Siena potrebbe (o addirittura dovrebbe) dotarsi di un regolamento simile.

𝐀𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨 𝟖 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨 𝟏𝟎 𝐝𝐞𝐥 𝟒 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟎: “1. Nelle Vie dei Tornabuoni, Maggio, Lungarno Corsini, dei Fossi e nelle Piazze di Santa Trìnita, degli Antinori, dei Frescobaldi, nei locali direttamente prospicienti sulla pubblica via, sono ammesse solo le seguenti attività:

a. commercio al dettaglio del settore di alta moda, prêt-à-porter e abbigliamento firmati;

b. librerie;

c. gallerie d’arte e antiquari;

d. arredamento e design;

e. banche e assicurazioni;

f. commercio di oggetti preziosi;

g. commercio di orologi;

h. commercio di oggetti d’arte, cose antiche o articoli di antiquariato, articoli di numismatica e filatelia;

i. artigianato tradizionale e artistico come definito dalla L.R. n. 53/2008 purché compatibile con il contesto in base alle normative tecniche vigenti;

j. commercio al dettaglio di fiori e piante.

Sul Ponte Vecchio è vietata l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, ed è ammesso solo il commercio dei generi di:

a. oggetti preziosi;

b. orologi;

c. oggetti d’arte, cose antiche o articoli di antiquariato, articoli di numismatica e filatelia.

2. Nelle vie e piazze di cui ai precedenti commi 1 e 2 è vietato anche il trasferimento delle attività ivi esistenti diverse rispetto a quelle ammesse ai medesimi commi.

3. Nelle vie e piazze di cui ai precedenti commi 1 e 2, in caso di cessazione di una attività esistente diversa da quelle ammesse ai medesimi commi, negli stessi locali è consentito l’insediamento solo di una delle attività sopra elencate.

4. E’ altresì vietato il trasferimento delle attività esistenti, elencate all’articolo 4, ubicate all’interno del Centro Storico Patrimonio Mondiale UNESCO nei locali che abbiano, in una delle seguenti Piazze, l’ingresso principale o anche una sola vetrina o altro sporto commerciale:

a. Piazza San Giovanni

b. Piazza Duomo

c. Piazza della Repubblica

d. Piazza Santa Croce

e. Piazza della Signoria

f. Piazza San Firenze

g. Piazza S. Maria Novella

h. Piazza Pitti

i. Piazza Santo Spirito

j. Piazza del Carmine

k. Piazza SS. Annunziata

5. In Via dei Neri è vietato il trasferimento delle attività esistenti di cui all’art. 2, comma 1, lettere a), b) e c), ubicate all’interno del Centro Storico Patrimonio Mondiale UNESCO. E’ ammesso il semplice spostamento di attività già esistenti

in Via dei Neri verso altri fondi della medesima via. Per i fondi rimasti sfitti vale il divieto di cui al primo periodo”.

L’imbarazzante bollettino del dopo rave: forze dell’ordine a far da balia al ritrovo illegale

Due, dico DUE, persone SEGNALATE all’autorità giudiziaria per i reti di invasione abusiva di terreni e disturbo del riposo delle persone.

Tre, dico TRE, persone SEGNALATE alla Procura, una per avere un coltellino (che è stato immediatamente sequestrato), due per resistenza a pubblico ufficiale.

Sequestrati, oltre al coltellino, 50 grammi di hashish (meno del peso di una gomma per cancellare) 10 grammi di marijuana e 3 grammi di cocaina.

Sei, dico SEI, sanzioni per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale.

Tre, dico TRE, violazioni al codice della strada.

L’unica cosa più appariscente è il sequestro di due autocarri con a bordo materiale tecnico: con una multa torneranno al proprietario.

Nessun arresto.

E’ l’imbarazzante bollettino del dopo rave, che a questo punto, possiamo dire, ha avuto l’avallo delle autorità, con un dispiegamento di forze, pagate dai contribuenti, confluite per tre giorni sul posto non per reprimere ma per fare da balia a 1500, dico MILLECINQUECENTO, tipi che illegalmente si sono introdotti in un’area privata, si sono accampati e hanno fatto musica e festini senza che nessuno li disturbasse.

Imbarazzante bollettino perchè chi è passato dalle risaie ha visto con i propri occhi tipi in evidente stato confusionale girovagare a piedi, anche in piena notte, vomitare e pisciare a bordo strada, ha visto parcheggiate auto e camper al limite della rottamazione, che difficilmente avevano visto una revisione negli ultimi dieci anni.

Imbarazzante perchè sarebbe bastato effettuare un palloncino per non farne ripartire la metà, sarebbe bastato un controllo delle carte di circolazione per sequestrarne almeno un terzo, sarebbe bastata una perquisizione a tappeto per far uscire fuori una quantità di droghe di ogni genere da denunciare e segnalare parecchie centinaia di persone.

Ma tutto questo non è stato fatto per ragioni di ordine pubblico. Quell’ordine pubblico che non conta se ad essere sequestrate sulla Siena-Grosseto per oltre tre ore, per far defluire pacificamente i 1500 tipi quando hanno deciso di essersi divertiti abbastanza, sono migliaia di persone che erano andate a farsi la loro tranquilla gita di pasquetta.

Questo non è ordine pubblico, è permettere le prevaricazioni, ed allora hanno ragione questi tipi a prendersi gioco di tutti noi, perchè l’autorità glielo consente. Quell’autorità che mette in dubbio il Palio, quell’autorità che mette limitazioni alle feste di contrada, quell’autorità che segna alla stregua di pericolosi delinquenti un gruppetto di tifosi che vengono alle mani. Più facile essere intransigenti con chi trasgredisce a piccole regole invece che con chi alla legge va allegramente in barba.

Ma accanirsi contro un rave è politicamente disdicevole. Non lo fa la sinistra, perchè di quell’area si professano i partecipanti, non lo fa la destra per non mettersi contro le autorità di polizia. Un silenzio totale, con tanto di autorità locali che si compiacciono di “monitorare pacificamente la situazione”. L’unica voce fuori dal coro quella del dirigente di Fratelli d’Italia Lorenzo Rosso, ma sotto al suo post una risicata manciata di like e pure qualche insulto.

Multato in piena notte perchè non ha la mascherina, ma per il Corso si passeggia senza

Se c’è una legge, quella va rispettata, non c’è dubbio. E indossare la mascherina in questo momento è obbligatorio. E’ prevista una multa, ed anche “salata” per chi non lo fa, ma la regola deve valere per tutti, non solo per chi è più facile multare.

Domenica ore 17, via Banchi di Sopra: i due agenti all’interno di una Volante della Polizia, parcheggiata in piazza Tolomei, riprendono verbalmente con l’altoparlante le numerosissime persone che passeggiano senza mascherina. “Indossi la mascherina”, intimano, con una cadenza simile a quando per le strade passava “Donne è arrivato l’arrotino…”. Compito sicuramente ingrato per rappresentati delle forze dell’ordine che dovrebbero avere ben altri impieghi.

Ma per nessuno di coloro che passeggiano per il Corso senza mascherina scatta la multa.

Sabato ore 23,40 un ragazzo del Bangladesh esce dal lavoro e va a prendere l’autobus. Si allontana dalle altre persone in attesa, si toglie la mascherina che tiene in mano, e si fuma una sigaretta. Arriva la Volante della Polizia, contesta l’infrazione ed eleva nei suo confronti una multa di 280 euro. Il ragazzo, che è vaccinato e in possesso di regolare green pass, si scusa, come riporta anche il verbale, e si rimette la mascherina. E paga la multa.

Sacrosanta, non c’è dubbio. Ma c’è qualcosa che stride tra questi due pesi e due misure.

Covid e vaccinazioni, la barzelletta dei 100 euro

Le cose si fanno all’italiana, anche quando in ballo c’è la salute di un’intera popolazione. In Austria, per chi non si vaccina, è prevista una sanzione di 600 euro, con verifica, ed ulteriore multa, ogni tre mesi per i prossimi due anni: in totale fanno 4800 euro. In Grecia la multa per i no Vax è di 100 euro al mese. Mano pesante nelle Filippine: chi non si vaccina non può uscire di casa, pena l’arresto.

In Italia si sbandiera l’obbligo vaccinale e poi si liquida il no vax con una tassa di 100 euro una tantum ed una pacca sulla spalla, e solo agli over 50. Cento euro, che saranno richieste dall’Agenzia delle Entrate, poco meno del canone tv o di due multe per divieto di sosta, molto meno di un eccesso di velocità, che equivalgono ad una tassettina in più da pagare in un anno. E che vuoi che sia… Nulla per chi è disposto a pagare abbonamenti mensili per tamponi a 250 euro.

All’italiana dunque, e per l’ennesima volta.

Meglio sarebbe stato non mettere nessuna multa. Esiste un obbligo vaccinale e tu non ti sei adeguato? Quindi significa che rinunci a quello che la sanità pubblica prevede. E così, se ti ammali, ti paghi la parcella del dottore, anche quello di base, le medicine, ed eventualmente anche le cure ospedaliere. Se non esiste obbligo per te, di adeguarti alle leggi, non vedo perchè dovrebbe esistere obbligo di gratuità di cura nei tuoi confronti.

Incantevoli borghi e ottima cucina: le domeniche diverse

L’invito arriva inaspettato e cortese e serve anche a ribadire che qualcosa di buono hai lasciato là dove hai trascorso un pezzo di vita. Si chiama progetto Smart – Itinerari Enogastronomici della Maremma Grossetana, ed è una iniziativa targata Cat Ascom Maremma e Vetrina Toscana – in collaborazione con Camera di Commercio Maremma e Tirreno / Unioncamere Toscana, finalizzata a promuovere ristoranti, botteghe e produzioni di qualità, che esprimono l’identità del territorio della Maremma, valorizzando la cultura enogastronomica come attrattore turistico.

Un’idea invitante e che si rivela una bella esperienza, con colleghi stimolanti e organizzatori lungimiranti. Così domenica 17 ottobre si parte alla scoperta di Seggiano, un borgo che sa di antico e che la presidente Confguide Fabiola Favilli racconta con trasporto. I vicoli incontaminati, spesso privi di asfalto, la cisterna con l’olivo sospeso, le piccole chiese, l’antico frantoio, l’olivastra seggianese, il pizzico dell’olio nuovo…. e poi lei, la “scottiglia” (degustata al ristorante La Scottiglia di Pescina di Seggiano, da provare senza dubbio), buona da farci indigestione.

Una domenica diversa come saranno domenica 24 ottobre con la visita a Capalbio. La guida Francesco Di Murro condurrà i presenti alla scoperta della città romana di Cosa, costruita dall’esercito romano nel 273 a.C. ed è in programma anche la visita del paese medievale, e per finire tappa obbligatoria alla tomba del più famoso brigante maremmano: il leggendario Tiburzi. La parte gastronomica sarà affidata al ristorante Il Frantoio. E poi domenica 31 ottobre visita a Roccalbegna, con la guida Elena Innocenti alla scoperta del borgo medievale e della chiesa parrocchiale che conserva una preziosa tavola di Ambrogio Lorenzetti. Dopo il pranzo al ristorante (questa volta la scelta è caduta su Lo Stollo), il pomeriggio a Rocchette di Fazio, piccolo gioiello di architettura medievale, forse avamposto dell’ordine dei Templari.

La cisterna con l’olivo sospeso
Scottiglia, da provare assolutamente

Erminio Sinni, grande voce senza santi in Paradiso

Dice che anche il talento vada più volentieri a braccetto con le sponsorizzazioni che con le doti. Erminio Sinni ne è l’esempio. Chi è Sinni, chiederà qualcuno. Nel 1993 partecipò a Sanremo sezione Novità con la canzone “L’amore vero”. Aveva competitor che nessun altro ha avuto: Laura Pausini, Nek, Gerardina Trovato… Lui ricevette anche premi speciali. Ma non aveva santi in Paradiso e per lui le porte del grande mondo della musica restarono chiuse. Anni di sacrifici, gavetta e delusioni, poi a distanza di 28 anni The Voice Senior lo riporta alla ribalta. Un concerto bellissimo, una voce potente, testi toccanti. Il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna lo ha voluto ed ha fatto bene. Che lo stadio Janella sia solo il primo passo verso il riconoscimento di quanto Sinni avrebbe meritato già in passato

Distanziamento: negozi chiusi ma in 50 sul bus

Queste foto sono state scattate con Siena già in zona rossa, tra domenica e lunedì in Piazza Gramsci. Mentre i negozi di abbigliamento per adulti e di souvenir, che avevano già gli ingressi limitati ad una persona per ogni dieci metri quadrati, sono chiusi perchè ritenuti veicolo di contagio, sui bus si può viaggiare fino a 55 persone. In un Pollicino se ne possono stipare 22, 47 sugli autobus blu, 55 sui pullman. Tutti belli stretti, stretti, a respirare per parecchi minuti immobili gli uni vicini agli altri. Casomai starnutendo…

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire

Il post sugli assembramenti in Piazza del Campo ha suscitato polemiche a mai finire. E come al solito qualcuno l’ha anche buttata in politica. Cosa più sbagliata non esiste. Ma d’altronde il proverbio ha proprio ragione: “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire“.

Al di là della disquisizione sugli orari, e ben sapendo i sacrifici che stanno affrontando i bar e i ristoranti, che sono entità fatte di persone (titolari che devono far quadrare i conti e dipendenti che rischiano il posto di lavoro), è necessario prendere atto che questi giovani che si ostinano a non uniformarsi alle disposizioni (distanziamento, divieto di assembramento e dispositivi di prevenzione) creano problemi soprattutto agli esercenti. Sono loro le prime vittime e quelli che dovrebbero arrabbiarsi di più.

Se quella linea dei contagi continuerà a salire, le limitazioni aumenteranno e tutti noi, che un cocktail in Piazza a buio non andiamo a farcelo, ne pagheremo le conseguenze ECONOMICHE.

Spiegatemi il senso di una frase che ho letto: “Stare tutti segregati in casa, tra Dad, sport fermo, società di contrada chiuse è la soluzione migliore per morire di ignoranza, asocialità e sedentarietà”.

Stare in casa, o uscire rispettando le norme, è segno di civiltà e rispetto civico che andrebbe insegnato ed apprezzato nei giovani. Non farlo allunga i tempi di Dad, sport fermo, società di contrada chiuse (e poi mancanza di turismo, prioritario per la nostra città), cose delle quali ne abbiamo tutti, non solo i giovani, le p..le piene e che mette in difficoltà non solo bar e ristoranti, ma anche estetiste, negozi di abbigliamento e di souvenir, guide turistiche, gestori di palestre, musei, trasporti… e poi, la più importante, medici e sanità in genere.

Quindi pensateci bene prima di difendere simili comportamenti, perchè il piacere lo fate solo ai like dei vostri profili.

Piazza del Campo: il cocktail alla faccia del Covid

Qualcuno tirerà fuori la prospettiva fotografica, lo zoom che restringe o chissà quale scusa. La realtà è che centinaia di giovani si sono allegramente ritrovati in Piazza del Campo per una movida anticipata.

Possibile che non si riesca a far capire che, dopo aver fatto le vacanze in Croazia, le notti in discoteca in Sardegna, le giornate di mare sulla costa, almeno adesso potrebbero uniformarsi al vivere civile?

Possibile che non capiscano, e che le loro famiglie non riescano a fargli capire, che tutta una nazione rischia di essere ancora ostaggio della loro superficialità?