Tagesmutter denunciata e messa alla gogna

Sull’invidia Fabrizio De Andrè fece una canzone, “Bocca di Rosa”. Lei distribuiva l’amore, quello sessuale. C’è chi invece distribuisce aiuto, ma come con Bocca di Rosa, può succedere che “quelle andarono dal commissario/ e dissero senza parafrasare: / “quella schifosa ha già troppi clienti / più di un consorzio alimentare””.

C’è chi come clienti può avere uomini, chi invece famiglie e bambini, ma come nella canzone, anche in questo caso “arrivarono quattro gendarmi / con i pennacchi con i pennacchi/ e arrivarono quattro gendarmi / con i pennacchi e con le armi”.

Bocca di Rosa fu accompagnata al treno, la tagesmutter che aiuta le famiglie può essere semplicemente denunciata, ma con una gogna mediatica che fa peggio di mille comari.

In un appartamento all’Acquacalda una ragazza, che da sempre lavora con i bambini ed ha una gran bella esperienza, decide di ospitare piccoli le cui famiglie non hanno avuto la fortuna di un posto nelle strutture pubbliche o non hanno disponibilità economiche per sostenere costi altissimi, o hanno orari non compatibili con quelli pubblici.

In quella casa io ci sono stata. Non c’erano murales colorati, non c’era pavimento in linoleum, ma c’era quella familiare confusione di un nucleo con tanti bimbi piccoli. C’era l’aria di una famiglia con tanti fratellini, le chiusure di sicurezza ai mobili, lo sterilizzatore sul piano della cucina, la pappa vegetale a bollire sul fornello. Quello che c’è in ogni casa che non si trasforma certo in un ospedale con l’arrivo di un bambino. C’era anche un cane, che si affacciava dall’altra stanza all’arrivo di qualcuno.

Per molte famiglie quella tagesmutter, figura in gran voga all’estero, è stata un’ancora di salvezza che ha permesso di non far naufragare il bilancio familiare dopo l’arrivo di un figlio. Per questo la voce dell’esistenza di questa opportunità si è sparsa tra tante mamme. E sicuramente ha creato invidie, come per Bocca di Rosa. O è stata vista come una concorrenza sleale da qualche struttura. D’altronde il business dei figli fa gola a molti.

Ed allora il tappeto per far gattonare i piccini diventa un oggetto pieno di germi e di sporcizia, il terrazzo con i passeggini diventa un luogo di pericolo, e la presenza del cane fa sospettare che bambini e animale possano mangiare dalla stessa ciotola.

Non voglio entrare nel merito fiscale. Non lo conosco. Ma credo che gli alimenti dei bambini vadano acquistati, a meno che non si pensi che ogni genitore debba portarlo da casa.

Ma in una città come Siena avere un’idea per inventarsi un lavoro che sfugga dalle solite dinamiche è un crimine che va sanzionato penalmente e soprattutto socialmente. Con buona pace di Bocca di Rosa che i gendarmi si limitarono ad accompagnare alla stazione.

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