Il gioco è bello quando dura poco

Non ho criticato il sorriso di Clet quando è stato installato sul Palazzo comunale. L’ho considerata una iniziativa simpatica, una specie di goliardata che ben si poteva inserire nell’ambito di SienaContemporanea che aveva in programma una serie di eventi nel periodo 8-30 ottobre.

Ma il 30 ottobre è passato, ed è quasi un mese che il sorriso è sempre lì. Il gioco è bello quando dura poco, cita un proverbio che ben si addice all’occasione. Insomma, adesso quella barra nera comincia a diventare fastidiosa. A meno che non la si voglia far restare nel panorama della piazza tanto quanto la bruttissima gru.

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La politica che parla dei suricati invece che delle cose serie

Cosa avranno pensato gli spagnoli quando Gaudì ha inaugurato i suoi palazzi-opere d’arte? Quanti avranno storto il naso? Quanti avranno gridato allo scandalo? Eppure adesso, per vedere quegli edifici incredibili, arrivano turisti da tutto il mondo. L’arte contemporanea è così, di solito alla prima occhiata non piace, però incuriosisce e fa discutere.

Ma a Siena non resterà per sempre il sorriso di Clet Abraham sul Palazzo comunale, così come torneranno a casa le statue grasse di Xu Hong Fei, che è uno dei più noti artisti cinesi, e scompariranno gli animali colorati della Cracking art.

Ed allora, che piacciano o meno, che senso ha che le opposizioni sprechino il loro tempo a combattere queste installazioni curiose e provvisorie? Non sarebbe più utile usare articoli giornalistici e profili facebook per questioni parecchio più “permanenti” e soprattutto importanti? Non è forse cadere nel gioco di chi preferisce che parliate di suricati rosa fucsia invece che di politica vera?

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