La politica che parla dei suricati invece che delle cose serie

Cosa avranno pensato gli spagnoli quando Gaudì ha inaugurato i suoi palazzi-opere d’arte? Quanti avranno storto il naso? Quanti avranno gridato allo scandalo? Eppure adesso, per vedere quegli edifici incredibili, arrivano turisti da tutto il mondo. L’arte contemporanea è così, di solito alla prima occhiata non piace, però incuriosisce e fa discutere.

Ma a Siena non resterà per sempre il sorriso di Clet Abraham sul Palazzo comunale, così come torneranno a casa le statue grasse di Xu Hong Fei, che è uno dei più noti artisti cinesi, e scompariranno gli animali colorati della Cracking art.

Ed allora, che piacciano o meno, che senso ha che le opposizioni sprechino il loro tempo a combattere queste installazioni curiose e provvisorie? Non sarebbe più utile usare articoli giornalistici e profili facebook per questioni parecchio più “permanenti” e soprattutto importanti? Non è forse cadere nel gioco di chi preferisce che parliate di suricati rosa fucsia invece che di politica vera?

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