Una app può tutto: dalla caccia ai pokemon alle torri d’Italia

Quando in piena estate persone di ogni età si aggiravano per le strade armati di smartphone a caccia di pupazzetti, ho voluto anch’io scaricare la app dei pokemon. E al di là della corsa in mezzo di strada a catturare Dragonair o  Pikachu, quello che ho notato di più sono le immense potenzialità di questo stupido giochetto, capace di portarti a cercare un particolare, un monumento, un angolo della città che mai prima avevi notato. E così, insieme a  Pikachu, imparavi qualcosa della tua città. Una potenzialità subito percepita anche dai negozi, che hanno fatto a gara (e hanno anche speso) per vedersi svolazzare intorno un mostriciattolo: chissà che tra una caccia e l’altra, ti venga mai l’idea di comprarti proprio quel gelato o quella maglietta ultimo modello…

In questi giorni su Facebook sta circolando un tormentone chiamato #letorriditalia (letorriditalia). Ed ho capito che davvero un procedimento simile a quello dei pokemon tra breve potrebbe evolversi in qualcosa di turisticamente utile.

Si fa tanto parlare di turismo e di come renderlo al passo con i tempi. Fino ad oggi le app turistiche sono state utilizzate in maniera ormai arcaica: cerchi il nome della città e ti trovi una specie di Lonely Planet riassunta nel tuo telefonino. In un mondo dove tutto deve essere veloce, dove si preferisce la caccia (al pokemon) che la pesca (che vuole pazienza), bisogna inventarsi qualcosa di nuovo per far sì che i turisti alzino la testa dal cellulare per guardare anche oltre. Io credo che non debba essere sottovalutato niente che tende al nuovo e che anche una app diversa possa dare un contributo alla causa del nuovo modo di essere turista. E così chissà che la caccia turistica dalle torri non diventi virale….