Gli immobili del Pd senese e gli introiti sfumati

Più buchi di un groviera. E’ la Siena 2.0, che in questi anni ha visto il buco dell’università, quello del Monte dei Paschi, del Comune e poi e poi…

Adesso c’è il buco del Pd. Oltre 600mila euro, ma c’è chi dice 800mila. Mica pochi. Quasi equivalenti a quelli che Giuseppe Mussari ha versato in una decina di anni al partito. Secondo i dati ufficiali della Camera dei Deputati, dal 27 febbraio del 2002, data del suo primo assegno al partito, Mussari ha versato a titolo personale nelle casse del movimento ben 683.500 euro.

Finanziamenti leciti e tutti dichiarati, perchè l’articolo 28 del regolamento finanziario del coordinamento territoriale lo scrive nero su bianco: “Gli eletti e/o nominati presso enti pubblici e gli incaricati o designati presso altri soggetti pubblico o privati (…) hanno il dovere di contribuire al finanziamento del partito, versando alla tesoreria una quota dell’indennità o degli emolumenti derivanti dalla carica ricoperta con i criteri e nella misura di cui ai successivi articoli (il 30% del lordo percepito. ndr). Il mancato o incompleto versamento del contributo (…) è causa di incandidabilità a qualsiasi altra carica o designazione da parte del Partito democratico […]”.

Nel gennaio 2013 Libero pubblica i dati, incarico per incarico. Oltre a Mussari, c’è Ernesto Rabizzi, al tempo vicepresidente Mps con 125 mila euro in due anni, Saverio Carpinelli, presidente di Mps capital service, che ha donato alle federazioni di Siena del partito 176.063 euro. Alessandro Piazzi, deputato della Fondazione Mps, che ne ha versati pochi meno di 162 mila euro. Riccardo Margheriti, presidente di Mps banca verde, che ha sfiorato i 133 mila euro. Silvano Andriani, ex senatore del Pci e presidente di Mps Axa ne ha versati più di 123 mila. Sopra i 100 mila euro di versamenti anche Marco Spinelli, consigliere di amministrazione di Mps leasing & factoring. Il presidente del collegio sindacale della Fondazione Mps, Marcello Venturini, aveva versato 72.625 euro, Fabio Borghi, già presidente di Mps gestione crediti, 71 mila euro, Moreno Periccioli, consigliere di Banca Antonveneta di nomina Mps, 69.400 euro.

Il prelievo del 30 per cento è ancora in vigore, ma è diminuito il numero dei versanti e soprattutto il loro budget.

Compito difficile quello del tesoriere Emiliano Spanu, chiamato ad allestire un piano di risanamento. Si ricorrerà ad una sottoscrizione straordinaria del Partito e al proseguimento delle cessioni immobiliari tramite la società La Quercia, cessioni che però devono rispettare il limite imposto dalla legge di 100mila euro annui.

Molti proveranno un certo compiacimento a pensare che gli iscritti del Pd siano costretti a frugarsi in tasca, ma la maggiore curiosità è sulle cessioni immobiliari. Cosa possiede il Pd senese? A chi sono in uso questi immobili? Circoli, associazioni? E dove finiranno questi se gli immobili saranno venduti?

Nel luglio 2013 l’Altra Italia Immobiliare aveva pubblicato l’annuncio di una manifestazione di interesse per chi volesse acquistare l’immobile di via Rosi, il primo piano, 188 metri quadrati per circa dieci vani. Che ne è stato di questa vendita?

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