Nemmeno i tempi della giustizia sono uguali per tutti

E’ il 2 luglio 2015, Massimo Columbu artiglia il fantino avversario e lo butta giù da cavallo durante il Palio. Il 6 luglio, cioè 4 giorni dopo, la procura di Siena indaga il fantino per violenza privata e lesioni. A gennaio 2016, appena 6 mesi dopo, c’è già la richiesta di rinvio a giudizio. Nel giro di un paio di mesi potrebbe tenersi l’udienza.

Una giustizia davvero celere, quasi da applausi, per un episodio, esagerato sì, ma verificatosi all’interno di una manifestazione che da sempre ha regole proprie che rifuggono il ricorso alla magistratura ordinaria.

Una giustizia che non dimostra la stessa celerità in altre questioni che riguardano Siena. Vogliamo fare qualche esempio?

Se avete buona memoria potete ricordare la questione Ampugnano. Eh sì, ci vuole memoria, perchè tutto risale al 2007, quasi 9 anni fa, quando il comitato presentò un esposto riguardante la gara di appalto per l’aeroporto. Nel 2010, quindi quasi 6 anni fa, arrivarono le informazioni di garanzia, nel 2011 la chiusura delle indagini parlava di 14 indagati. Per i rinvii a giudizio, che riguardano solo 8 imputati, è necessario attendere il 2013, 6 anni dopo la gara contestata. E, tra continui difetti di notifica, bisogna aspettare ancora anni, per la precisione il marzo 2015, per l’avvio del processo, che però ad ottobre vede le prime prescrizioni. Ancora è tutto in alto mare.

La vicenda che più ha segnato Siena, quella del Monte dei Paschi, prende avvio dai bilanci 2009-2010, ma è necessario attendere il febbraio 2013 perchè le prime persone vengano sentite in procura. Gli indagati sono 11, in inchieste diverse. Per la chiusura indagini del filone principale, quello per falso in bilancio e manipolazione del mercato, è necessario attendere l’aprile 2015 e alla fine dello stesso mese vengono chiesti i rinvii a giudizio. Dal primo bilancio incriminato sono trascorsi 6 anni, due anni sono passati dai primi interrogatori in procura. Ad ottobre 2015 la prima udienza, ma la questione va per le lunghe.

Un segno doloroso lasciato alla città è anche l’inchiesta Time Out, che ha portato al fallimento della Mens sana dei bei tempi. Delle indagini si ha notizia nel dicembre 2012 quando vengono effettuate le prime perquisizioni. Ad oggi sono trascorsi 5 anni. Occorre attendere il maggio 2014 per atti ulteriori: l’arresto di 4 persone. Nel registro degli indagati vengono iscritte una cinquantina di persone. E’ di ieri la notizia dell’archiviazione della posizione di due soggetti, ed anche l’indiscrezione che entro il mese dovrebbe esserci la chiusura delle indagini. Per le eventuali richieste di rinvii a giudizio, che in udienza preliminare potrebbero non essere accordati, sarà necessario attendere almeno un altro mese.

Potremmo dire che la giustizia ha tempi biblici, ma solo per le cose importanti. Per una artigliata paliesca è rapidissima.

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Evaporano i processi, evapora la giustizia, evapora la speranza

IMG_20151009_183404Sala Patrizi gremita per l’iniziativa del M5S. Si parla di Monte dei Paschi e dei processi in corso. Ci sono grillini militanti, simpatizzanti, ma anche senesi non politicizzati che vogliono qualche notizia in più sugli sviluppi del grande disastro. Solo qualche anno fa la presenza di così tante persone sarebbe stata impossibile, perchè ci sarebbe stato timore a farsi vedere entrare dentro la sala. Adesso non più, o per lo meno molto meno, anche se l’abitudine di controllare chi c’è, da parte di qualcuno, è ancora in voga. Poi trascorrono poche ore e si apprende che il processo Ampugnano sta finendo in un nulla di fatto.

“L’odor di prescrizione era nell’aria – si legge nel Corriere di Siena – fatto il calcolo dei tempi. E infatti, al termine dell’udienza, il collegio giudicante ha emesso una “sentenza parziale” di immediata estinzione per prescrizione di due importanti capi di imputazione del caso giudiziario su Ampugnano: vale a dire la “turbativa d’asta” e la “rivelazione del segreto d’ufficio”. Viene dunque a decadere il cuore del processo, e il caso si sgonfia anche da un punto di vista giudiziario, perchè viene cancellata l’accusa più importante, quella che ha fatto scaturire una serie di pesanti conseguenze, anche sul fronte giudiziario, come la vicenda Mps che parte proprio dalle intercettazioni realizzate in occasione dell’inchiesta su Ampugnano”.

Evapora il primo processo, e chissà quanti ancora. La voglia di giustizia di una intera città viene frustrata. Giustizia che non vuol dire giustizialismo, e la città vuol sapere se quello che è stato fatto era giusto o sbagliato. Vuole una condanna se dolo c’è stato, o assoluzione se quello che è stato fatto era lecito. Vuole un dibattimento, un giudizio e vuole accettare il verdetto, qualunque sia.

Ma non può accettare che tutto evapori nel nulla.